Come si sta qui

Linee guida

Sette regole, che nascono dai motivi per cui puoi segnalare qualcuno. Più tre cose che non fanno sospendere nessuno e cambiano tutto.

Versione 3

Ultimo aggiornamento: 6 settembre 2026

Queste linee guida fanno parte dei Termini, che le richiamano al punto 4: accettando i Termini accetti anche queste. Qui c’è come si sta su Moonzah, e cosa succede quando non accade, per esteso: nei Termini ci sta un riassunto e qui ci sta la sostanza. Se le due pagine dicessero cose diverse, valgono i Termini.

Sono sette regole, e nascono dai motivi per cui puoi segnalare qualcuno: la regola e il bottone che la fa rispettare dicono la stessa cosa. Non tutti valgono per tutto, però: alcuni riguardano una persona, altri un annuncio.

1. Un annuncio è un tavolo, non un volantino

Niente spam, niente pubblicità, niente rimandi a vendite o servizi che non c’entrano con la serata che stai proponendo.

Esempio: pubblicare un "tavolo" che in realtà serve a promuovere un negozio, un canale o un prodotto.

Cosa succede: l’annuncio viene nascosto.

2. Sii vero

Il tavolo esiste. Il luogo esiste. La data è quella. E il profilo sei tu: non usare il nome, le foto o l’identità di qualcun altro.

Esempio: un annuncio che promette una campagna che non hai intenzione di condurre, o un profilo che si spaccia per una persona conosciuta.

Cosa succede: l’annuncio viene nascosto. Se è il profilo a essere falso, l’account viene sospeso.

3. Niente di offensivo o discriminatorio

Vale per quello che scrivi e per quello che carichi: nell’annuncio, nel messaggio di candidatura, in una foto, e al tavolo.

Non è questione di essere formali: si può scherzare, si può essere diretti. Non si può usare l’origine, il genere, l’orientamento, la religione o la disabilità di qualcuno come materiale, e non si carica un’immagine che nessuno vorrebbe trovarsi davanti aprendo un annuncio.

Vale anche nei messaggi privati. Una conversazione fra due persone non è un posto dove le regole valgono di meno: è solo un posto con meno testimoni.

Cosa succede: l’immagine viene rimossa, o l’annuncio nascosto, o l’account sospeso a seconda della gravità.

4. Un no è un no

Se qualcuno ti rifiuta al tavolo, non ti risponde, o ti dice che non è interessato, è finita lì. Non riscrivere da un altro account, non insistere, non cercare la persona altrove.

E un no è un no anche in privato. Se qualcuno non ti risponde, quella è la risposta. Se ti ha ignorato una richiesta, non provare a raggiungerlo da un’altra parte: è la stessa cosa che ti è già stata detta, detta una volta sola.

È la regola a cui qui si tiene di più.

Cosa succede: account sospeso.

5. Niente di pericoloso o illegale

Non serve un elenco. Se organizzi qualcosa che mette a rischio chi viene, o che è contro la legge, questo non è il posto.

Cosa succede: annuncio nascosto e account sospeso.

6. Diciotto anni

Su Moonzah si entra da maggiorenni. Non è un consiglio: chi dichiara di essere minorenne non può pubblicare né candidarsi.

Se leggendo un profilo hai il sospetto che qualcuno non li abbia, segnalalo. È l’unico caso in cui chi legge sa una cosa che il sistema non può sapere: la data che si vede da qui è la stessa che vedi tu.

Cosa succede: guardiamo il profilo e decidiamo. Se il sospetto regge, l’account viene sospeso.

7. Le foto sono tue

Se carichi una foto, deve essere una foto che hai fatto tu: il tuo tavolo, i tuoi pezzi, la tua serata.

Non copertine di giochi, non loghi, non illustrazioni prese da manuali o da internet. Non sono tue e non sono di Moonzah: sono di chi le ha disegnate.

E se nella foto ci sono altre persone, devono essere d’accordo. Una foto di una serata contiene quasi sempre qualcun altro.

Cosa succede: l’immagine viene rimossa. Se succede di nuovo, l’account viene sospeso.

8. Quello che scrivi degli altri

Una conferma è una cosa che è successa a un tavolo: la metti perché l’hai vista, non perché la persona ti sta simpatica.

Una referenza è un testo che resta sul profilo di qualcun altro. Vale tutto quello che c’è scritto sopra (niente insulti, niente discriminazione, niente dati di nessuno) e in più due cose sue:

  • parla del tavolo, non della persona. «Ha spiegato le regole con calma» è una referenza; «è una brava persona» non dice niente, e «è insopportabile» è un insulto con la punteggiatura giusta;
  • non scriverla per punire. Se qualcosa è andato storto al punto da volerlo scrivere pubblicamente, quella è una segnalazione e non una referenza: arriva a chi può fare qualcosa invece che a chiunque passi di lì.

Chi la riceve non può cancellarla, e per questo la scriviamo con più attenzione di un messaggio. Può segnalarla, e noi la leggiamo.

Cosa succede: la referenza viene rimossa. Se succede di nuovo, l’account viene sospeso.

Le conseguenze, e cosa puoi fare tu

Le conseguenze sono tre, e altre non se ne aggiungono: rimuovere un’immagine (oppure una referenza, che è un contenuto pubblico come gli altri e di cui risponde chi l’ha scritta), nascondere un annuncio e sospendere un account. Un account sospeso non può più pubblicare un tavolo, candidarsi, segnalare, pubblicare eventi o servizi, iscriversi a un evento o chiedere un gioco nuovo.

Poi c’è un terzo strumento, ed è tuo: bloccare. Se una persona non ha violato nessuna regola ma non la vuoi più incrociare, il blocco basta e non deve passare da nessuno. Chi blocchi non lo scopre.

Segnalare un messaggio. Su ogni messaggio c’è Segnala. Quello che segnali lo legge chi modera: solo quello, e resta nella segnalazione anche se il messaggio sparisce. Segnalare non blocca: sono due gesti, e se ti serve anche l’altro puoi farli tutti e due.

Come funzionano blocco e segnalazione nel dettaglio è in Sicurezza.

Le tre cose che non sono regole, ma quasi

Nessuna di queste fa sospendere un account. Fanno però la differenza fra un posto dove si torna e uno dove non si torna.

Se ti candidi, presentati. Non presentarsi è il problema numero uno di questo hobby. Quattro persone hanno tenuto libera una sera per una che non arriva.

Se non puoi venire, dillo. Ritirarsi si fa con un clic, anche senza entrare nel sito, e senza limite di tempo. Ritirarsi tre giorni prima non è maleducazione: è la cosa giusta. Sparire lo è.

Se ospiti, sii chiaro. Livello, durata, cosa portare, che tono avrà la serata. Metà delle serate storte nascono da aspettative diverse, non da persone sbagliate.

Chi decide

Ogni segnalazione la legge una persona, non un filtro automatico. La leggiamo e decidiamo caso per caso.

Non c’è nessun conteggio automatico: non esistono "tre strike". E non ti diciamo com’è finita una segnalazione che hai fatto, perché riguarda qualcun altro.

Se il tuo account viene sospeso e pensi che sia un errore, scrivici a info@moonzah.com.

E se c’è un pericolo immediato per qualcuno, non aspettare noi: chiama il 112.